The monster at the end of this book: IL COMMERCIO DEI BAMBINI

La penna che ha scritto il capitolo più oscuro della storia umana ha scritto forse della messa in schiavitù dell’innocenza, tra le piaghe più dolorose e meno discusse di questo secolo. Questo articolo si spinge ai confini dell’orrore umano, e, benché sia un argomento complesso e di difficile trattazione, cercheremo di affrontarlo in maniera asettica, obiettiva e lucida.

 

La piaga del commercio dei bambini coinvolge diverse dinamiche, che vanno dalla messa in schiavitù per lavori domestici o forzati, al traffico d’organi, all’adozione illegale, alla tratta sessuale, alla vendita o al rapimento per l’utilizzo bellico (vedi l’articolo del Dott. Enrico Girmenia sui bambini soldato), fino alla messa in vendita online su siti web illegali.

Vi sono inoltre alcuni Paesi, come l’Afghanistan, dove uomini ricchi utilizzano bambini “comprati” da famiglie povere oppure da orfanotrofi, al fine di intrattenere i loro ospiti, fenomeno detto anche dei Bacha Bazì (bambini ballerini), che tratteremo più avanti.

 

Schiavitù infantile

La schiavitù infantile, ovvero l’utilizzo di bambini per lavori forzati, è un fenomeno che va inquadrato all’interno dell’ambito del lavoro minorile. Secondo l’organizzazione internazionale del lavoro (ILO)[1] solo nel continente africano, i bambini vittime di sfruttamento sono circa cinquanta milioni, a livello mondiale, il rapporto ILO basato sui dati del 2004, i lavoratori di età compresa tra 5 e 17 anni sono circa duecento milioni.

Sempre in Africa, l’UNICEF [2] ha denunciato l’impiego di un serbatoio di circa otto milioni di bambini orfani, soprattutto appartenenti alle zone rurali, ceduti a famiglie agiate per il lavoro domestico o di altro tipo. Uno dei paesi più colpiti è la Nigeria, punto di arrivo di molti bambini che provengono dal Benin, dove per sopravvivere, molte famiglie sono costrette a “vendere” i propri figli [3]. <<Una realtà molto lontana? Tutt’altro, una larga fetta dei beni di consumo che usiamo tutti i giorni e che troviamo serenamente in un qualunque supermercato, sono stati prodotti sfruttando il lavoro minorile in qualche parte del mondo>>

 

Lo sfruttamento del lavoro minorile è un business con ampi margini di guadagno, e vede coinvolte molteplici multinazionali [4] , la maggior parte di esse, su carta, contrarie allo sfruttamento. Possiamo citare vari esempi: dalla raccolta di arance nel mezzogiorno destinate alla produzione di bibite gasate [5] , alla raccolta del cotone nel Burkina Faso e in Uzbekistan per la produzione di abiti di alta moda [6], alla raccolta del tabacco nelle piantagioni in Kazakistan per la produzione di sigarette [7]. Secondo uno studio della CEE, il 60% dei materiali utilizzati per la produzione di un’automobile deriva dal SUD del mondo. La gomma necessaria per la produzione delle ruote delle automobili vede lo sfruttamento di bambini per l’estrazione di caucciù nelle foreste dell’Indonesia, della Cambogia, della Malesia e della Thailandia [8] ; sempre nel continente asiatico oltre 100.000 bambini sono utilizzati nelle fabbriche produttrici di giocattoli e fiammiferi [9]. In Assam, una regione dell’India, le piantagioni di impiegano un bacino di circa 130.000 bambini [10] .

Moltissime creme al cioccolato derivano dallo sfruttamento del lavoro minorile nelle piantagioni di cacao del Benin, del Togo, del Ghana, della Nigeria, del Camerun, del Burkina Faso e della Costa d’Avorio[11]; benché l’articolo “A Taste of Slavery”, di Sudarsan Raghavan [12] portò alla luce questa realtà circa 10 anni fa, raccontando come le grandi compagnie del cacao usassero i bambini per la raccolta del cacao, allo stato attuale, questa realtà non è stata ancora debellata.

Uno sfruttamento molto dibattuto è quello dell’estrazione del cobalto nel Congo. Il cobalto, è un elemento utilizzato per la produzione delle batterie, e viene ottenuto attraverso il lavoro sottopagato e inumano di adulti e bambini nelle miniere della Repubblica democratica del Congo (Rdc) [13]. Lo sfruttamento dei minori è anche impiegato nelle miniere di litio in Afghanistan e in Sud America, nelle miniere di oro e diamanti in Sud Africa e Costa D’avorio e nelle miniere di carbone in Colombia.

 

L’ultimo rapporto di Amnesty International punta il dito contro 16 multinazionali, tra cui Apple, Microsoft e Samsung, ma anche Volkswagen e Daimler AG, i cui prodotti sembra che ospitino il minerale estratto [14] [15] . Sempre in Congo vi sono le miniere per l’estrazione del Coltan (columbite-tantalite), dal quale si ricava il tantalio, minerale necessario per la produzione dei condensatori impiegati in tutti i dispositivi elettronici [16].

 

Per far fronte a questa situazione, nel 2011, una fondazione olandese ha messo sul mercato lo smartphone Fairphone , che si definisce “equo solidale”. Gli oltre trenta minerali che sono utilizzati per la produzione di Fairphone, come la Columbite-tantalite, il cobalto, lo stagno, non provengono da miniere controllate da chi ha interessi nella guerra civile nel Congo orientale, così da evitare che i ricavi delle miniere vengano impiegati per l’acquisto di armi nel suddetto conflitto iniziato nell’Aprile del 2012 [17].

 

 Foto di due bambini utilizzati nell’estrazione di cobalto in Congo [18]

 

Innocenti derubati della propria anima.

Abbiamo già parlato dell’utilizzo dei bambini come soldati in un precedente articolo; attualmente, in tutto il mondo ci sono trenta i Paesi in guerra. In venticinque di questi è stata segnalata la partecipazione di bambini dai 10 ai 16 anni.  Organismi internazionali che operano sul campo, stimano che i conflitti armati abbiano provocato negli ultimi 10 anni la morte di circa due milioni di minori. Circa cinque milioni sono stati mutilati in seguito a ferite da arma da fuoco o per l’esplosione di ordigni bellici, dodici milioni sono rimasti privi di un tetto ed oltre un milione è rimasto orfano o separato dai genitori. Il fenomeno dei bambini soldato non si limita a sfruttare o commercializzare l’innocenza, ma ha tratti molto più mostruosi, poiché implica la trasformazione di esseri innocenti in macchine da guerra obbedienti e senza un’anima.

 

I bambini sono impiegati come combattenti in oltre ¾ dei conflitti armati del mondo. Non si tratta di giovani adolescenti ma di bambini di 6 anni.

 

L’Africa è spesso considerata l’epicentro del fenomeno dei bambini soldato: qui sembra esserci un legame quasi endemico tra bambini e guerra. 

La Sierra Leone è spesso al centro del dibattito sui bambini soldato, perché in 10 anni di guerra civile, i bambini in combattimento hanno avuto un ruolo di primo piano. In Angola il 36 % dei bambini ha prestato servizio come soldato o ha seguito le truppe in combattimento.

 In Uganda, nel fantomatico Esercito di Resistenza del Signore [19], ed in Perù, nel movimento di guerriglia Sendero Luminoso, uno dei riti di iniziazione da parte dei guerriglieri consiste nel far uccidere al bambino un altro minore colpevole di tentata fuga o di disobbedienza. In altri casi la vittima designata è un familiare. Queste azioni, unite all’uso di droghe e alcol sono indirizzate a de-sensibilizzare il bambino dalla propria umanità, a generare degli “obbedienti contenitori di carne senza un’anima” (Leggi l’articolo sulla psicologia del male).

Troviamo riti di iniziazione analoghi anche nel mondo del narcotraffico [20] e in particolari situazioni addestrative militari. Saviano, nel suo libro “zero, zero, zero” porta l’esempio dell’addestramento dei Kaibiles [21], guerrieri guatemaltechi, i quali, al fine di completare la loro entrata nell’esercito, sono obbligati a uccidere un cucciolo di cane, affidato alle loro cure prima che l’addestramento inizi.

I riti di iniziazione, sotto diverse forme, sono orientate ottenere la fedeltà dell’individuo all’ideologia del gruppo, e possono essere trovati anche in organizzazioni criminose presenti in Italia: i nuovi membri, di organizzazioni a stampo Mafioso [22] come “la sacra corona unita”, “la ndrangheta”, “la camorra”, “cosa nostra”  [23] e molti altri, ricevono il loro “battesimo” [24], seguendo riti di iniziazione che variano da clan a clan, e che spesso prevedono delle “prove di lealtà”. Questo argomento, poiché molto complesso e delicato, merita una trattazione a parte.

 

Commercio di organi.

Un’altra pratica diffusa in Africa è la vendita di organi o di parti del corpo per cerimonie tradizionali, tale pratica è maggiormente diffusa in Mozambico e in Africa Australe, ove milioni di minori ogni anno finiscono nella rete dei trafficanti di “merce umana” [25] .

Nel continente Europeo, il commercio illegale degli organi di bambini rapiti o venduti per tale proposito fornirebbe più di un miliardo di dollari ogni anno [26]. Statisticamente, gli organi che vengono più frequentemente prelevati nel mercato del traffico illecito sono il rene, il pancreas, il fegato e la cornea [27]. I reni sono gli organi più trafficati, perché, salvo complicazioni, uno dei due reni può essere rimosso da un donatore vivente, in grado poi di godere tutto sommato di buona salute. Al ricevente risulta impossibile conosce il vero stato di salute dell'organo "donato" e la biocompatibilità dello stesso, poiché, essendo un traffico illegale, il donatore non è tracciabile, e non è possibile conoscere l'eventuale presenza di HIV o Epatite B.  A questo si aggiunge inoltre, che tali interventi, poiché eseguiti in ambienti non protetti, hanno un altissimo rischio di infezione, rigetto e complicanze periprocedurali.

 

Un punto controverso da trattare è quello del traffico d’organi sui migranti che passano dalla Libia. Sia adulti che bambini possono essere vittime di questa rete criminale. Il crocevia nord africano del traffico d’organi è l’Egitto, dove si trova una rete di sanitari, tristemente noti come “medici del Sahara”, che provvedono all’espianto degli organi da vittime provenienti dalla Libia e al trasporto in borse termiche [28]. Sempre in Egitto o in Libia, chi non riesce a pagare per essere imbarcato o proseguire il viaggio verso l’Europa viene usato come serbatoio di “pezzi di ricambio [29].

Anche Amnesty International ha pubblicato un rapporto su numerosi sequestri ad opera dei membri della tribù Rashaida avvenuti nel 2011 -2013 nei campi profughi di Shagarab, nel Sudan orientale [30]. Gli ostaggi sono costretti a rivelare ai sequestratori i numeri di telefono dei parenti a cui verrà richiesto il riscatto. Per costringerli a pagare, i rapitori fanno ascoltare le torture dei familiari caduti nelle loro mani. Le somme per la loro liberazione variano dai 20.000 ai 40.000 dollari.

Responsabili ne sono anche i movimenti estremisti come ad esempio in Siria e in Turchia. Sono stati segnalati infatti diversi casi di sparizioni di minori in vari villaggi delle provincie. Due anni fa la stampa turca ha denunciato in modo diffuso la presenza di ambulanze che, con la scusa di trasferire feriti nei vari ospedali in territorio turco al confine con la Siria, si occupavano in realtà di traffico di organi umani.

 

 

Vendita online di bambini.

Un fenomeno relativamente recente, e che purtroppo si sta espandendo a macchia d’olio, è quello della messa in vendita, o messa all’asta di bambini su siti web illegali [31]. Tale fenomeno, contrastato da reparti specifici della polizia postale, dell’arma dei carabinieri e della guardia di finanza, trova un terreno fertile all’interno di una parte del web, accessibile sono a una fetta di persone dotate di competenze informatiche specifiche, chiamata Dark Net, ovvero una serie di reti anonime presenti all’interno del Deep Web [32], una sezione di internet “invisibile”, ovvero non raggiungibile attraverso i motori di ricerca ordinari. All’interno di queste reti, si possono trovare inserzioni totalmente illegali, che vanno dall’acquisto di armi, documenti falsi o droghe [33], all’acquisto di prestazioni da parte di hackers o mercenari, fino alla compravendita di organi, di schiave sessuali o di bambini [34].

La navigazione all’interno di questi siti non è appannaggio esclusivo dei pirati informatici, è sufficiente utilizzare un browser chiamato Tor Browser un browser gratuito e liberamente scaricabile da internet, attraverso il quale è possibile bypassare tutte le restrizioni regionali che bloccano l’accesso ai siti Web in determinati paesi.

La difficoltà di identificare i personaggi criminali che operano nel “Deep Web” è favorita sia dall’utilizzo dei sistemi di navigazione anonima, ma anche dal fatto che il pagamento delle attività oggetto di scambio avviene a mezzo di una moneta virtuale chiamata “Bitcoin”, una criptovaluta che consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete.

 

All’interno delle reti sommerse e anonime possono trovarsi anche forum o chat contenenti materiale pedo-pornografico o di propaganda terroristica. La rete di hackers internazionale chiamata Anonymous nell’aprile 2016 ha provveduto alla chiusura di diversi siti pedo-pornografici all’interno del Deep Web e al  riconoscimento e arresto di diversi pedofili [35].

Nel mese di aprile 2014, Rob Wainwright, direttore di Europol, ha denunciato l'esistenza di una rete di pedofili, attiva su Internet, che commerciava spettacoli depravati, eseguiti dal vivo in webcam, che vedono protagonisti bambini violentati e torturati.

 

Inutile sottolineare che il “Deep Web” è costantemente monitorato in tutto il mondo oltre che dalle Forze di Polizia anche dai Servizi Segreti interni ed esterni di tutto il Mondo, proprio per contrastare le attività criminose che si svolgono attraverso tale protocollo.

I nuclei operativi italiani che si occupano di questo tipo di fenomeni appartengono prevalentemente alla Polizia Postale, e analizzano la rete h24, 7 giorni su 7 alla ricerca di file sharing, siti web, comunità virtuali e chat room sospette. Attualmente i reparti di polizia postale attraverso l’operazione DOWNFALL [36] sono attivi nel monitoraggio del web sommerso ad opera di una task-force presso Europol composta da investigatori di vari Paesi per rilevare i partecipanti alle board pedofile.

 

Siti web contenenti pedo-pornografia o cyber bullismo possono essere segnalati anche dal privato cittadino attraverso questo link 

 

Per ulteriori informazioni 

 

   "Consumatori di innocenza" - Foto scattata a Roma nel 2016

 

 

Il fenomeno dei Bambini Ballerini in Afghanistan.

Save the Children stima che quasi il 30% dei bambini dell’Afghanistan settentrionale sia stato venduto dai propri genitori [37].

Molteplici associazioni a tutela dei diritti umani hanno riferito un preoccupante incremento di questo fenomeno nella provincia settentrionale di Jawzjan, una delle regioni meno sviluppate del Paese, dove la vendita dei propri figli è spesso un modo per le famiglie numerose di sopravvivere.

Chi ha letto “il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini [38] o visto il film, si ricorderà del piccolo Afghano di etnia Hazara chiamato Sohrab, un esempio di bambino orfano venduto come bacha bazì, o bambino ballerino.

 

I bambini ballerini [39] sono ragazzini maschi, spesso venduti dai propri genitori o da orfanotrofi a ricchi padroni, al fine di intrattenerli e compiacerli sessualmente. Questi bambini, una volta truccati e vestiti con abiti femminili, sono costretti a ballare davanti a un pubblico maschile durante feste o incontri privati. Si stima che solo nella città di Kabul vivano in povertà circa 65.000 bambini, in larga parte orfani, e vulnerabili a questo tipo di traffico.

In Afghanistan, tale pratica è usata da uomini potenti come segno di status sociale. Nonostante sia una pratica illegale, in quanto contraria sia alla Sharia che al codice civile afghano, allo stato attuale raramente viene perseguitata, poiché a macchiarsi di questi crimini sono in genere gli uomini più potenti del territorio o i generali stessi dell’esercito afghano.

 

I programmi di cooperazione internazionale maggiormente orientati ad arginare il fenomeno sono quelli dell’UNICEF e di Save the Children, e si propongono di appoggiare le istituzioni che si occupano dei bambini vittime di questo tipo di traffico, mediante assistenza giuridica e collaborazione con le forza di polizia locale. Non a caso, in Afghanistan e non solo, , molto più terribile della guerre e delle mine antiuomo è il cancro sociale della corruzione, spesso perpetrata da coloro che dovrebbero garantire la liberazione da essa.

 

Nel 2015 una inchiesta del New York Times [40] ha accolto la denuncia da parte di un ex militare americano, Dan Quinn, circa questa pratica da parte di ufficiali superiori dell’esercito afghano. I soldati americani non sono obbligati a segnalare casi del genere, anzi, sono diffidati dal farlo, l'unica eccezione è se lo stupro viene utilizzato come “arma di guerra", ma le testimonianze sono tante. Una volta lasciato l'esercito, Quinn ha denunciato i comportamenti delle milizie afgane alle quali veniva affidato il controllo dei villaggi liberati dai talebani. Stupri, violenze, prevaricazioni. Ma non dai talebani, dagli alleati della coalizione.

La pratica dei bambini ballerini è stata denunciata al mondo occidentale nel 2010 dal giornalista afghano Najibullah Quraishi attraverso il suo documentario intitolato “The dancing boy of Afghanistan” [41]. Da allora, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica ha portato a una presa di coscienza sia dell’occidente che del governo afghano. La commissione indipendente sui diritti umani dell’Afghanistan, da anni, sta mettendo in atto dei programmi di advocacy atti a formulare piani di assistenza e di educazione per i bambini orfani, in modo da proteggerli da questo fenomeno.

Molto è stato fatto fino ad ora, tuttavia il fenomeno del Bacha Bazì è parte integrante della millenaria cultura Pashtun, e allo stato attuale, alla luce delle dinamiche sociali di un paese caotico come l’Afghanista, è ancora difficile da contrastare.

 

 

Supporta il programma Save The Children

Supporta i programmi UNICEF a protezione dell’infanzia

Supporta il programma UNICEF contro il traffico di bambini in Benin

 

 

AUTORE DELL’ARTICOLO: Dott. Marco Matteoli, ufficiale medico del Corpo Militare della Croce Rossa, specialista in Diagnostica per Immagini e medico volontario della Croce Rossa Italiana. Attualmente studente di cooperazione internazionale e sviluppo presso l'Università di Roma “Sapienza”

Email: marcomatteoli@email.it

 

SEGUI GLI ALTRI ARTICOLI DI QUESTO BLOG:

I parte: The monster at the end of the book: Il commercio dei bambini 

II parte: Il fenomeno di bambini soldato e gli aspetti psicopatologici dei conflitti moderni 

III parte: Afghanistan: a uccidere l’infanzia non soltanto le mine antiuomo 

IV parte: Schiavi senza frontiere: lo sfruttamento del lavoro minorile

V parte: Dalla povertà materiale a quella culturale: lavoro minorile ed evasione scolastica

VI parte: Olocausto bianco: la pedofilia e la pedopornografia

VII parte: Quando l’uomo nero agisce sul web: il lato oscuro di internet 

 

BIBLIOGRAFIA

[1] Ilo.org. (2017). Child Labour. [online] Available at: http://www.ilo.org/global/topics/child-labour/lang--en/index.htm

 

[2] Unicef.it. (2017). Una donazione per aiutare i bambini - UNICEF Italia Onlus. [online] Available at: http://www.unicef.it/

 

[3] Carrisi, G. (2014). Tutto Quello che Dovresti Sapere sull'Africa e che Nessuno ti ha mai Raccontato. Newton & Compton Editori.

 

[4] Vulcano Statale. (2017). Top 10 delle multinazionali: il peggio del peggio – Prima parte. [online] Available at: http://vulcanostatale.it/2011/12/top-10-delle-multinazionali-il-peggio-del-peggio-prima-parte/

 

[5] Albè, M. (2017). 6 multinazionali coinvolte nello schiavismo e nello sfruttamento del lavoro minorile. [online] greenMe. Available at: https://www.greenme.it/vivere/lavoro-e-ufficio/7552-6-multinazionali-coinvolte-nello-schiavismo-e-nello-sfruttamento-del-lavoro-minorile

 

[6] Senza Soste.it. (2017) Lo sfruttamento del lavoro minorile . [online] Available at: http://archivio.senzasoste.it/economia/6-multinazionali-coinvolte-nello-schiavismo-e-nello-sfruttamento-del-lavoro-minorile

 

[7] Moscow, S. (2017). Tobacco giant Philip Morris sold cigarettes made using child labour. [online] The Independent. Available at: https://www.independent.co.uk/news/world/asia/tobacco-giant-philip-morris-sold-cigarettes-made-using-child-labour-2026759.html

 

[8] Aibi.it. (2017). Cambogia: la piaga dello sfruttamento minorile. [online] Available at: https://www.aibi.it/ita/cambogia-la-piaga-dello-sfruttamento-minorile/

 

[9] Centro Nuovo Modello di Sviluppo (1994). Sulla pelle dei bambini, il loro sfruttamento e le nostre complicità. Bologna: EMI.

 

[10] Ibidem

 

[11] The dark side of chocolate. Video documentario. [online] Available ati: https://topdocumentaryfilms.com/dark-side-chocolate/

 

[12] Democracy Now!. (2017). A Taste of Slavery: Child Slave Labor and the International Cocoa Trade, From the Ivory Coast to the Mouths of Babes Here in the U.S.. [online] Available at: https://www.democracynow.org/2001/7/19/a_taste_of_slavery_child_slave

 

[13] Repubblica.it (2017) Miniere di cobalto. [online] Avilable at: http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2016/01/27/news/miniere_di_cobalto-132142114/

 

[14] Amnesty International USA. (2017). Major electronics brands, including Apple, Samsung and Sony, are failing to do basic checks to ensure that cobalt mined by child laborers has not been used in their products. [online] Available at: https://www.amnestyusa.org/reports/this-is-what-we-die-for-human-rights-abuses-in-the-democratic-republic-of-the-congo-power-the-global-trade-in-cobalt/

 

[15] The Verge. (2017). Apple and Samsung suppliers linked to child labor in Africa, report says. [online] Available at: https://www.theverge.com/2016/1/18/10786714/apple-samsung-child-labor-cobalt-congo-amnesty

 

[16] SCARINGELLA, d. (2017). Il costo umano di uno smartphone e tutto ciò che gira attorno al coltan - Repubblica.it. [online] La Repubblica. Available at: http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2013/07/19/news/il_costo_del_coltan-63325505/

 

[17] Eticamente.net. (2017). Fairphone, il primo smartphone etico ed equo-solidale - Eticamente.net. [online] Available at: http://www.eticamente.net/35587/fairphone-smartphone-etico-equo-solidale.html

 

[18] Earth Riot (Convivenza Pacifica). (2017). Coltan e cobalto: la tratta degli schiavi umani e animali | Earth Riot (Convivenza Pacifica). [online] Available at: http://earthriot.altervista.org/blog/coltan-e-cobalto-la-tratta-degli-schiavi-umani-e-animali/

 

[19] Albanese, G. (2007). Soldatini di piombo. Milano: Feltrinelli.

 

[20] Saviano, R. (2015). Zero zero zero. Milano: Feltrinelli.

 

[21] It.wikipedia.org. (2017). Kaibil. [online] Available at: https://it.wikipedia.org/wiki/Kaibil

 

[22] Cusano, P. and Innocenti, P. (1996). Le organizzazioni criminali nel mondo. Roma: Ed. Riuniti.

 

[23] De Stefano, B. (2008). La penisola dei mafiosi. Roma: Newton Compton.

 

[24] Coletti, A. (1995). Mafie: storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno. Torino: SEI.

 

[25] Reportafrica.it. (2017). Cite a Website - Cite This For Me. [online] Available at: http://www.reportafrica.it/articoli.php?categoriacod=ATT&idarticolo=81

 

[26] News. (2017). "Bambini massacrati per il traffico di organi": il report del governo britannico. [online] Available at: http://news.you-ng.it/2013/10/22/bambini-massacrati-il-traffico-organi-il-report-del-governo-britannico/

 

[27] It.wikipedia.org. (2017). Traffico di organi. [online] Available at: https://it.wikipedia.org/wiki/Traffico_di_organi

 

[28] Faranno il Deserto e lo chiameranno Pace. (2017). LIBIA, ECCO LE PROVE DEL TRAFFICO DI ORGANI. [online] Available at: https://desertoepace.wordpress.com/2016/08/28/libia-ecco-le-prove-del-traffico-di-organi/

 

[29] Fanpage. (2017). Cadaveri di bambini “ricuciti” sulla spiaggia: l’orrore del traffico di organi. [online] Available at: http://www.fanpage.it/cadaveri-di-bambini-ricuciti-sulla-spiaggia-l-orrore-del-traffico-di-organi/

 

[30] Amnesty International (2013). Egypt/sudan refugees and asylumseekers face brutal treatment, kidnapping for ransom, and human trafficking. [ebook] Available at: https://www.amnestyusa.org/files/afr040012013en.pdf

 

[31] Brazilian Criminology. (2017). Deep Web: Bambole Sessuali Umane. [online] Available at: https://madfreemind.wordpress.com/2014/01/20/deep-web-bambole-sessuali-umane/

 

[32] It.wikipedia.org. (2017). Web sommerso. [online] Available at: https://it.wikipedia.org/wiki/Web_sommerso

 

[33] Simone, A. (2017). Droga, armi, minori e killer: viaggio nel deep web. Dove tutto è possibile. [online] Corriere TV. Available at: http://www.corriere.it/inchieste/droga-armi-minori-killer-viaggio-deep-web-zona-web-senza-regole-morale-dove-tutto-possibile/44ed8fce-8935-11e1-a8e9-f84c50c7f614.shtml

 

[34] Giorno, I. (2017). Modella inglese rapita a Milano e messa in vendita all'asta sul dark web / FOTO e VIDEO - Il Giorno. [online] Il Giorno. Available at: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/modella-sequestrata-1.3313635

 

[35] Deep Web Italia. (2017). Deep Web e Darknets - Cosa Sono Le Reti Invisibili. [online] Available at: https://deepwebitalia.com/alla-scoperta-del-deep-web-cose-la-rete-invisibile/

 

[36] Solimene, C. (2017). Deep web e sistemi di contrasto alla pedopornografia informatica. [ebook] Available at: http://www.scuolamagistratura.it/component/phocadownload/category/241-formazione-permanente-p14065.html?download=5550:intervento-polizia-postale-deep-web

 

[37] Save the Children Italia. (2017). Home | Save the Children Italia. [online] Available at: https://www.savethechildren.it

 

[38] Khaled Hosseini (2004), Il cacciatore di aquiloni. Edizioni Piemme

 

[39] It.wikipedia.org. (2017). Bacha Bazi. [online] Available at: https://it.wikipedia.org/wiki/Bacha_Bazi

 

[40] Soldiers Told to Ignore Sexual Abuse of Boys by Afghan Allies. [online] Nytimes.com. Available at: http://www.nytimes.com/2015/09/21/world/asia/us-soldiers-told-to-ignore-afghan-allies-abuse-of-boys.html?_r=0

 

[41] En.wikipedia.org. (2017). The Dancing Boys of Afghanistan. [online] Available at: https://en.wikipedia.org/wiki/The_Dancing_Boys_of_Afghanistan

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