BREXIT: Take back control o un ennesimo fallimento politico?

09/04/2019

E' un argomento oramai sulla bocca di tutti: come andrà a finire le questione inglese? Sarà un disastro preannunciato a causa del quale verrà costituita in futuro una nuova sacca di vulnerabilità in Europa? 

A parlare dell'argomento "Brexit", oggi, sarà Silvia Neri, studentessa di giurisprudenza presso l'università di Ferrara.

 

In questi giorni si parla in maniera sempre più preoccupata di quella che viene definita come una situazione disastrosa che sta interessando il Regno Unito.

La manifestazione del 23 marzo 2019 parla chiaro: il popolo inglese è stanco. Dopo quasi tre anni dal famoso referendum per l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea, ancora il Governo britannico non è riuscito ad arrivare a un accordo, si pensa ancora a cercare i responsabili: da David Cameron, che ha indetto il referendum più per un “piacere” o una sfida politica personale, a Theresa May che ancora non ha trovato il modo di mettere d’accordo tutti, per quel che è possibile, pensando piuttosto a tenere insieme il governo e il suo partito, rimandando ogni possibile soluzione finché il tempo a disposizione è finito.

Non solo, la May ha in qualche modo nascosto al popolo britannico ciò che sta proprio alla base della Brexit stessa: se si vogliono i vantaggi avuti fino ad ora come Paese membro dell’UE, ne vanno rispettate le regole. Non è mai stata in grado di mettere al primo posto gli interessi del Paese, continuando invece ad assecondare l’estrema destra del suo partito, partito che ha cercato in tutti i modi di eliminarla politicamente.

Come dimenticare, poi, i conservatori Boris Johnson, Michael Gove, Jacob Rees-Mogg, che hanno illuso il popolo britannico, promettendo risparmi di milioni di sterline che sarebbero state utilizzate per il servizio sanitario nazionale. Per non parlare del segretario del Partito Laburista Jeremy Corbyn, il quale, seppur sostenitore della Brexit, finge di voler restare nell’UE senza essere in grado di guidare l’opposizione.

Sono tante le cose che non vanno, tra i quali i piani rimandati e un programma post Brexit che non esiste.

Quale sarà, quindi, il destino del Regno Unito? Anche gli Inglesi stessi se lo chiedono, spaventati, in rivolta, frustrati e già pronti a chiedere la cittadinanza altrove, consapevoli che tutto ciò che sono costretti a vivere non rappresenta il tanto osannato slogan della Brexit “take back control” (riprendere il controllo). Il controllo, a questo punto, lo si sta perdendo, senza rendersi conto che a rimetterci è la stessa popolazione, dai più giovani ai meno giovani, per non parlare delle grandi quantità di persone, attività, aziende, che negli anni passati avevano fatto dell’Inghilterra un luogo dove ricominciare o rifiorire economicamente e lavorativamente.

 

AUTORE DELL'ARTICOLO: Silvia Neri, studentessa di giurisprudenza, Università degli studi di Ferrara (UniFe). 

 

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